| VIVA LA RADIO! NETWORK – LIBRI:I LADRI DI FAVOLE DI ROSA TIZIANA BRUNO (Matteo Tuveri – Cagliari) |
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| Scritto da Matteo Tuveri | |||
Scheda tecnica
Titolo: I ladri di favole Autore: Rosa Tiziana Bruno Anno: 2009 Pagine: 108 ISBN: 978-88-6205-227-6 Prezzo: € 13,5 ------
Letto per voi - Presentato a Cagliari il 7 novembre 2009, presso gli spazi della Biblioteca di Pirri (Cagliari), il libro di Rosa Tiziana Bruno I ladri di favole (Editore Edigiò, collana Le tartarughe, prefazione del Prof. G. De Vecchis, Menzione Speciale al premio internazionale Una favola per la pace - International Peace Bureau 2005), non si limita a proporre una storia appassionante per i lettori più piccoli ma, come sempre nella migliore tradizione della letteratura europea per bambini e ragazzi (vedi Collodi, Rodari, Funke, JK Rowling o Vladimir Luxuria), il libro di questa insegnante-sociologa, con una laurea anche in Scienze Politiche (e non si dica che gli insegnanti non sono qualificati!), parla ai più piccoli per insegnare anche ai più grandi. Uno sguardo critico insieme all'autrice - Gli spazi della Biblioteca di Pirri, spesso così dimenticati dalle istituzioni, ma anche tanto frequentati, oltre che dagli studenti, specialmente dai più piccoli e dai loro genitori, ha offerto l’opportunità di conoscere un libro particolare che va oltre le discussioni sui simboli educativi o culturali, va oltre i Best Seller e francamente entusiasma maggiormente sia i piccoli che i grandi lettori: il libro è I ladri di favole (Edigiò), l’autrice è Rosa Tiziana Bruno, insegnante con la passione per l’insegnamento, e la protagonista della storia, ambientata in una cittadina normale, con una piazza normale e una vita normale, non è una principessa disperata o imprigionata, né una povera orfanella vittima della sua matrigna, si chiama Angiolina e l'autrice, che abbiamo sentito perchè ci raccontasse il suo libro, la definisce riccioluta e testarda. In effetti i ricci non godono di buona fama nelle fiabe - prosegue Rosa Tiziana Bruno - Pierino Porcospino lo sottolinea benissimo. Anche le principesse in stile Disney tendono a farsi la messa in piega, più che la permanente. Forse perché il ricciolo è disordine e quindi, intrinsecamente, poco raccomandabile. Invece Angiolina, oltre che riccia, è intelligente e curiosa ma soprattutto è assai poco principessa. Il libro, che si avvale delle belle e innocenti illustrazioni di Simona Meisser, racconta la storia di un paese, Solealto, che viene sconvolto da un evento ben più terribile di qualsiasi altro: il furto delle fiabe di tutto il mondo! Il furto, ad opera di una scaltra e sgangherata banda di ladri chiamati Gli Storti, ovvero la perdita della fantasia e dei colori che animano i sogni dei fanciulli e dunque la completezza degli equilibrati adulti del domani, sconvolge le corde private e sensibili dei bambini. Gli Storti, come rivela la Bruno, rappresentano una delle tendenze peggiori e più attuali del Nord del mondo: il consumismo. Il bisogno di possedere molti oggetti trascina con sé anche il conformismo, rischiando di trasformare l’umanità in un’unica massa, una massa amorfa di gente che vive per consumare anziché consumare per vivere. Prosegue l'autrice: Non a caso gli Storti indossano tutti un identico abito di colore grigio, e si muovono alla stessa maniera. E soprattutto non è possibile guardarli negli occhi… Il mondo degli adulti, chiuso fra lavoro e fantasia perduta (che ricorda un po’ il destino paventato da Peter Pan per Wendy e i suoi fratelli), sembra non accorgersi di questo furto e solo Angiolina, a bordo di una forchetta volante – ci vuole molto senso dell'umorismo per volare a bordo di una forchetta dice l'autrice - simbolo della quotidianità più ipotrofica che prende vita grazie alla fantasia, deciderà di chiedere aiuto a tutti i bambini del mondo e a tutte i protagonisti della fiabe di tutto il mondo per recuperare il patrimonio sottratto all’infanzia e all’umanità. Dal libro è nato un progetto scolastico per insegnare i bambini al dialogo con “l’Altro” e, infatti, dichiara Rosa Tiziana Bruno, la fiaba è il luogo privilegiato dove la scoperta dell’altro può avvenire. E’ uno specchio che riflette la vita, un genere narrativo presente nella tradizione orale di ogni continente e quindi uno strumento capace di creare opportunità di conoscenza, punti di incontro e momenti di scambio. Ogni popolo ha ambientato le proprie fiabe nel paesaggio in cui viveva e, narrandole, ha fatto continui riferimenti alle proprie abitudini, alle proprie credenze, alle regole della propria società. Per questo la fiaba è in grado di fornire anche nuovi mezzi per capire e “leggere” la realtà attuale, oltre che per avvicinare le culture. Cos'è che muove il mondo dunque? La scrittrice non ha dubbi, la curiosità, infatti i bambini sembrano averlo capito senza sforzo. Non a caso adorano le fiabe. Lo stile di Rosa Tiziana Bruno è semplice ma colorato, mai noioso, certamente più appetibile di certi “mattoni” educativi, e l’uso degli aggettivi (verso i quali spesso concentro l’attenzione) è sapiente, quanto basta per dare colore narrativo all'opera. Altamente consigliabile a bambini e meno bambini. Buona lettura! ------ L'autrice: Vai al sito dell'autrice (Matteo Tuveri – Cagliari)
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