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Arte & Spettacolo
VIVA LA RADIO! NETWORK – RISCATTO DI PAOLO GATTI (GIULIA GRECO, ROMA) PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulia Greco - Roma   

VIVA LA RADIO! NETWORK – RISCATTO DI PAOLO GATTI (GIULIA GRECO, ROMA)

 

 

“Ai tempi della fotografia avevo la tua stessa malattia: la verità”

 

Dopo il successo della prima edizione torna Frammenti di attualità, rassegna che ha l’obiettivo di dedicare spazio a temi di attualità attraverso spettacoli teatrali seguiti da un dibattito. La manifestazione (a ingresso libero), organizzata dall’Associazione Culturale Il Buonumore con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio della provincia di Latina e del comune di Cori, avrà luogo il 29 agosto, 31 agosto e 2 settembre 2010 alle ore 20.45 nella suggestiva piazza rinascimentale di Sant’Oliva a Cori (Latina).

 

Martedì 31 agosto sarà la volta dello spettacolo Riscatto, anteprima nazionale dell’atto unico di Paolo Gatti per la regia di Francesco Sala.

 

La pièce racconta la vita di uno scrittore di talento, interpretato da Paolo Gatti, ma in realtà potrebbe raccontare,la vita di numerosi altri giovani professionisti in erba.Il protagonista dopo essere stato assunto da una casa editrice, con il pretesto di un mancato successo del suo ultimo romanzo, verrà ingiustamente licenziato. Il reale motivo dell’allontanamento sarà da ricercare in una rete di favori reciproci che il direttore della casa editrice ha stabilito con un importante politico, al quale ha  promesso l’assunzione del gretto e impreparato nipote.

 

Attorno al protagonista vive una coralità di personaggi borderline, che manifestano una straordinaria e poetica umanità, accumunati da un viscerale bisogno di esprimere se stessi nella più totale, pura e libertà. Non a caso si dichiarano bambini  liberi, ambiziosi e coraggiosi, che scelgono il lusso più autentico di comunicare senza filtri e ipocrisie, costi quel che costi. Sarà, infatti, molto alto il prezzo da pagare per mantenere e difendere una così estrema dinamica comportamentale, sotto tutti i punti di vista: umano, professionale ed economico.

 

 

Il tema dello spettacolo è certamente un leitmotiv che risuona nelle realtà quotidiane di un sistema carnefice del talento e promotore di gerarchie istituzionali e familiari che sono ormai radicate nelle mentalità della nostra cultura. La scelta del regista di dare un freno al vittimismo tout court e privilegiare la voglia di cambiamento senza per questo nascondere la testa sotto la sabbia, regala iniezioni di energia e consegna agli spettatori il testimone dell’azione.

 

Giulia Greco,Roma

     

 
VIVA LA RADIO NETWORK – OMAGGIO A SALINGER AL TEATRO DI VERDURA (Veronica Monaco – Milano) PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

Andrea_Bosco_in_Scoprendo_Salinger

 

In occasione di uno degli spettacoli più significativi della ricca kermesse proposta dalla Fondazione della Biblioteca di Via Senato di Milano, siamo tornati al Teatro di Verdura, appuntamento fisso dell’estate meneghina giunto quest’anno alla sua XIII° edizione. L’amore per il libro rappresenta l’anima di questa rassegna che, oltre a dare spazio alla grande letteratura italiana e straniera, dedicherà alcune serate anche all’arte e alla musica. Largo alla cultura dunque, e ai grandi nomi che la rappresentano. Tra questi non poteva mancare J.D. Salinger, scrittore assurto nel gotha degli autori del Novecento, nonostante la sua peculiare avversione alla celebrità, resa sempre più evidente dal progressivo abbandono della vita pubblica.

Scomparso proprio nel gennaio di quest’anno, all’età di 91 anni, lo scrittore statunitense è stato protagonista dello spettacolo di Andrea Bosco Scoprendo Salinger, un omaggio al padre di Holden Caulfield, il giovane adolescente che tanto successo e tanto scalpore ha suscitato nell’America degli anni ’50. Un successo che si è protratto fino ai giorni nostri, tanto che il romanzo dal 1951 (anno della sua prima pubblicazione ad opera del “New Yorker” col titolo The Catcher in the Rye, intraducibile in italiano) ha venduto oltre 65 milioni di copie.

Andrea Bosco, coadiuvato dal prezioso contributo di Gianni Quillico Marco Balbi e Cinzia Spanò, dà vita ad un intreccio di parole, scritti, testimonianze (alcune tratte dal libro autobiografico della figlia Margaret, dal titolo rivelatore Dream Catcher: A Memoir) e cronache dell’epoca, per ricreare non solo il personaggio Salinger, ma anche l’uomo e il contesto sociale, politico, economico che ha fatto da sfondo alla sua lunga, seppur appartata, vita. Ma soprattutto ha permesso di realizzare quel confronto tanto impegnativo quanto essenziale tra l’autore e la sua creatura, una sorta di Salinger versus Caulfield all’ultimo colpo. Il tutto corredato da musica, immagini, fotografie e documenti, tra cui anche la copertina della prima edizione pirata italiana, pubblicata dall’editore Casini nel 1952 con il titolo Vita da uomo, e da alcuni spezzoni del film di Gus Van Sant, Scoprendo Forrester, il cui protagonista richiama da lontano la figura solitaria e introversa di J. D. Salinger.

 

(Veronica Monaco – Milano)

 

 
VIVA LA RADIO! NETWORK - MARCO NEREO ROTELLI: ARTE E POESIA SI INCONTRANO A MILANO (V. Monaco) PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

Marco Nereo Rotelli e Veronica Monaco

Marco Nereo Rotelli

 

POETRY - PAROLA D'ARTISTA

 

Dal 20 luglio al 29 settembre 2010

 

Milano, Rotonda di via Besana, Palazzo Reale,

sedi diverse in città

 

A cura di: Adonis

In collaborazione con: Roberto Mussapi

Coordinamento: Vincenzo Sanfo 

 marco_nereo_rotelli

 

 

 

 

Arte e poesia convivono nelle opere di Marco Nereo Rotelli, artista veneziano che fino al 29 settembre sarà protagonista di un esperimento a dir poco singolare. Poetry - Parole d’artista è il titolo del progetto che vedrà la città di Milano letteralmente occupata da dipinti, disegni, sculture e installazioni urbane corredate dai versi di alcuni grandi poeti contemporanei. “Occupazione poetica” tra l’altro è anche il titolo della performance artistica tenutasi il 19 luglio, giorno dell’inaugurazione, durante la quale noti poeti italiani e non (tra cui Adonis, Mussapi, Clare Ann, Fawzi Al Delmi, Maurizio Cucchi, Lucrezia Lerro e Antonio Riccardi) hanno recitato le proprie composizioni, mentre dalle finestre di Palazzo Reale Rotelli calava un lungo drappo, da lui dipinto.

Veneziano di nascita, milanese di adozione, Marco Nereo Rotelli si è contraddistinto nel panorama artistico contemporaneo per la sua ricerca nei meandri del significante e signficato poetico, alla scoperta di quel mondo di interrelazioni che legano in maniera indissolubile arte, realtà e poesia. Dal recupero della parola poetica nascono opere affascinanti, che mostrano una grande intuizione e ispirazione artistica: ne sono un esempio le grandi installazioni create negli anni da Rotelli, tra cui quelle realizzate a Parigi (Lux, Petit Palais-2000; The Golden Wood, Champs Élysées-2008) e a Venezia (Bunker Poetico, 49° Biennale-2001; Isola della Poesia, San Secondo 51° Biennale-2005).

 

 

 

Per la prima volta raccolte in un’unica città, la mostra Poetry-Parole d’artista permette di apprezzare 150 opere dell’artista, dislocate in diverse sedi della città:

 

 

  • Rotonda di via Besana: Parola dipinta, mostra antologica che vede esposte, per la prima volta a Milano, 12 grandi installazioni realizzate da Marco Nereo Rotelli nel mondo e una sezione di video girati dallo stesso artista con poeti quali Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Edoardo Sanguineti, Fernanda Pivano.
  • Palazzo Reale – Sale della Reggia: Di-segni d’Oriente e d’Occidente, 30 collages del poeta arabo Adonis che interagiscono con una serie di opere -  lavagne, carte, porte in foglia d’oro e specchi -  di Rotelli.
  • Piazzetta Reale: Le pietre sono parole: installazione che comprende dodici massi grezzi in marmo di Carrara scolpiti con i versi di Adonis, Yang Lian, Roberto Mussapi, Andrea Zanzotto, Séamus Heaney, Yves Bonnefoy, Wole Soynka, Charles Wright, Lars Gustafsson, N. Scott Momaday, Derek Walcott e Edoardo Sanguineti.
  • Corso Buenos Aires: Le parole dell’amore  - Omaggio a Fernanda Pivano:  omaggio a Fernanda Pivano ad un anno dalla sua scomparsa.
  • Affissioni in tutta la città di Milano: Manifesto poetico: installazione di Rotelli che utilizza gli spazi riservati alla comunicazione pubblicitaria per manifesti-opere d’arte dedicate alla poesia. 15 ritratti fotografici di poeti milanesi, realizzati da Massimo Dall’Argine, le cui gigantografie, firmate da Rotelli, saranno esposte anche in un'installazione sulla facciata della Rotonda di Via Besana.
  • Facciata di Palazzo Reale: Orbita teatrale. Parola in luce (29 settembre 2010 alle ore 21.00): Marco Nereo Rotelli realizzerà una performance di arte, musica e poesia e una spettacolare installazione luminosa, scandita dai versi di Adonis.

 

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

 

Veronica Monaco

 
VIVA LA RADIO ! NETWORK – REGINA JOSÈ GALINDO IN SCENA AL MUSEO MADRE – (Stefania Castaldo, Napoli) PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefania Castaldo - Napoli   

 

Napoli – Nuda, in posizione fetale, Regina Josè Galindo è rinchiusa sotto una cupola trasparente nel cortile del museo MADRE. Rimane così: isolata, esclusa. Improvvisamente qualcuno si avvicina, cerca di frantumare quel guscio. Poi, insoddisfatto, si allontana.

È disorientato e forse anche un po’ incredulo il pubblico accorso al complesso museale d’arte contemporanea Donna Regina di fronte alla nuova performance dell’artista guatemalteca.

 

Coraza, questo il titolo dell’opera, parla dell’uomo che non è indifferente alla violenza ma cha al contrario ha messo in atto una strategia di sopravvivenza”, spiega l’attrice-poeta che individua nella forza interiore lo scudo e la l’arma con cui difendersi da ogni forma di prepotenza. E aggiunge: “Solo rimanendo saldi ai propri principi e consapevoli di ciò che ci circonda possiamo opporci alle aggressioni.”


Con il disincanto di chi pensa che il mondo non possa cambiare ma con la determinazione di chi non intende farsi travolgere, Regina Josè Galindo invita ancora una volta il pubblico a riflettere. E di fronte a una realtà che il più delle volte vede l’uomo solo quando è vittima di un sopruso, un interrogativo rimane. Qual è il momento in cui decidiamo di agire e prendere le difese di una persona inerme che subisce un sopruso?


Salita alla ribalta delle scene internazionali per le sue performance denuncia contro ogni forma di violenza a partire dalla realtà del suo paese d’origine, il Guatemala, dove viva e lavora, Regina Josè Galindo usa il corpo per mettere in atto pratiche di resistenza sociale e di opposizione politica in un discorso che lega arte e vita. E lo fa attraverso rappresentazioni che spesso mettono a repentaglio la propria incolumità fisica anche se è “un rischio calcolato” come lei stessa ci tiene a chiarire.


Premiata con il leone d’oro alla Biennale di Venezia per aver saputo dare vita ad un’azione coraggiosa contro il potere, durante l’intervista l’esponente dell’action-art, parla degli orrori della sua Terra. La corruzione sociale e politica, le estorsioni, le continue intrusioni nelle proprietà private, lo sfruttamento delle risorse sono solo alcune delle cause che fanno del Guatemala la terra “sotto il sangue” a 14 anni dalla fine della guerra civile.

Stefania Castaldo - Napoli

 
VIVA LARADIO! NETWORK - I LEGNANESI A BERGAMO IL 21 LUGLIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

CREBERG TEATRO estate

al

LAZZARETTO di Bergamo

Piazzale Lodovico Goisis 6

 

  

21 LUGLIO 2010 ore 21.30

I Legnanesi

in

 “… e la vita la va”

 

Spettacolo in due tempi di F. Musazzi e A. Provasio

 

con

Antonio Provasio (la Teresa)

Enrico Dalceri (la Mabilia)

Luigi Campisi (il Giovanni)

 

testi di

F. Musazzi  A. Provasio

 

regia di

A. Provasio

 

La crisi economica c’è, si sente e purtroppo i conti non tornano mai. Nel clima della quanto mai reale recessione, la tematica affrontata quest’anno è incentrata sul tema del lavoro, che è purtroppo sempre meno per i giovani e sempre più difficile per chi avanza con gli anni. Gli esigui stipendi e l’alto costo della vita fanno sì che la famiglia media fatichi sempre di più ad arrivare alla fine del mese. Dunque, come fare? La Teresa non sta a guardare e, combattiva come non mai, si ingegna per arrotondare la sua magra pensione e il ridicolo salario della figlia.

Con le sue immancabili frecciate e perle di saggezza, Teresa tira le fila della famiglia e cerca così di combattere la sua personale recessione familiare con le attività più disparate, coinvolgendo ovviamente sia il Giovanni che la Mabilia. I Colombo vengono  “arruolati” come aiuto-secondini nel carcere di San Vittore; nel bel mezzo di una rivolta carceraria, Teresa, Giovanni e Mabilia avranno a che fare con galeotti di ogni tipo, tra cui spicca il paradosso giudiziario di un pover’uomo che sta scontando quarant’anni di galera per aver rubato una bicicletta. Insomma, i Colombo le provano tutte ma anche in questo caso i risultati non sono quelli sperati, l’economia domestica non viene rilanciata e i tre restano nella solita realtà quotidiana del loro amato cortile, un luogo dove solo  loro tre e le immancabili Pinette, Carmele e Mistiche sopravvivono a tutto, anche al tempo che passa.

La crisi però non sfiora la fantasia, perché come dice la Teresaquella non è ancora stata tassata”, e la difficoltà della famiglia Colombo si tramuta in creatività e il trio più sgangherato d’Italia si ritrova a risolvere i problemi nel modo in cui li contraddistinguono da ben sessant’anni….genialità e divertimento.

 
VIVA LA RADIO! NETWORK - CORRADO AUGIAS A CAGLIARI PER LA SECONDA EDIZIONE DI LEGGENDO METROPOLITANO ( Barbara Cadoni,Cagliari ) PDF Stampa E-mail
Scritto da Barbara Cadoni - Cagliari   

Augias

 

 

 

 

 

Si è tenuta a Cagliari la seconda edizione del festival Leggendo Metropolitano, manifestazione dedicata alla lettura che quest'anno ha avuto come tema .Le parole leali curata e organizzata dall'associazione culturale Pro Hairesis. Tra i nomi più importanti della manifestazione Corrado Augias che, insieme ad una serie di altri protagonisti, ha animato la due giorni che si è tenuta al quartiere Castello di Cagliari. Augias inoltre, con la collaborazione del Cedac, ha proposto al Teatro Massimo il suo ultimo lavoro teatrale “Raccontare Chopin. Come ha affermato ai nostri microfoni si tratta di un lavoro basato su due aspetti fondamentali della vita del grande compositore polacco: la musica e la malattia. In scena accanto a lui abbiamo potuto ascoltare le performance del maestro Giuseppe Modugno. Si tratta di uno spettacolo organizzato su due livelli, da una parte abbiamo al voce narrante di Augias che racconta la vita di Chopin e dall'altra abbiamo il maestro Modugno che ci spiega "Chopin" compositore, mostrandoci anche gli aspetti tecnici dei suoi brani e facendoci capire come la sua opera abbia rappresentato un momento rivoluzionario della musica classica, andando ad influenzare anche la musica contemporanea. Sono i due momenti simbiotici in cui la narrazione si appoggia alla musica e viceversa. Si parte dall’infanzia del grande pianista, passando per il suo trasferimento a Parigi, il successo e la notorietà sino ad arrivare alla malattia che ne causerà la morte. E' un racconto di impatto che si avvale di immagini e soprattutto di musica. Mentre il maestro Modugno esegue i pezzi al pianoforte, possiamo vedere in tempo reale le sue mani proiettate sullo sfondo, a darci la percezione di cosa significhi veramente realizzare ciò che si è abituati solo ed esclusivamente a sentire.

Augias conferma ancora una volta la sua grande disposizione alla narrazione, già mostrata nei molti libri scritti, nelle opere di teatro e nelle sue trasmissioni televisive. Quella di Augias è una vera passione intellettuale. Ha anche dimostrato di essere una voce critica del panorama giornalistico italiano, prendendo posizioni precise su decisioni governative oggettivamente poco condivisibili. Dalla chiacchierata fatta con noi di Viva la Radio! Network, sembra volere invitare alla salvaguardia dell'informazione libera, in un paese dove le leggi, tra cui l'ultima sulle intercettazioni, sembrano voler andare nel senso opposto. Resta comunque una grande passione per la cultura e per il proprio lavoro, aldilà della politica. Chiunque abbia assistito allo spettacolo, credo possa dire di essere uscito dal teatro contento. Chi già conosce e ama Chopin, sarà sicuramente stato soddisfatto dalla straordinaria esecuzione del maestro Modugno; chi non lo conosce ha potuto, in modo disteso ed a tratti anche divertente, conoscere uno dei capisaldi della musica classica.

Barbara Cadoni- Cagliari

 
VIVA LA RADIO! NETWORK – IN MOSTRA I TESORI DELLA PROVINCIA DI MILANO (Veronica Monaco – Milano) PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

150 anni di opere e arte

 

 

La Provincia di Milano. 150 anni di Opere e Arte

I Tesori della Provincia in mostra

 

mostra promossa dalla Provincia di Milano

a cura di Nicoletta Colombo, Rosanna Pavoni e Elena Pontiggia

 

15 aprile- 13 giugno 2010

Spazio Oberdan -  Milano

ingresso libero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A 150 anni dall’istituzione della Provincia di Milano, una mostra vuole portare all’attenzione del grande pubblico il patrimonio artistico dell’ente. Dipinti, sculture e fotografie acquisite nel corso della sua storia secolare, durante la quale la Provincia ha accumulato una collezione ricchissima di opere d’arte di grande valore.

A cura di Nicoletta Colombo, Rosanna Pavoni ed Elena Pontiggia, l’esposizione dal titolo La Provincia di Milano. 150 anni di opere e arte. I Tesori della Provincia in mostra sarà visitabile presso lo Spazio Oberdan di Milano fino al prossimo 13 giugno.

La mostra si snoda su un percorso suddiviso in tre sezioni, a seconda del periodo di appartenenza delle opere stesse. Una prima sezione, che annovera le opere comprese tra il Cinquecento e il Settecento, vuole sottolineare l’importanza della raccolta e valorizzazione dei beni artistici diffusi sul territorio provinciale e di quelli acquistati nel corso del XX secolo sul mercato antiquario per Palazzo Isimbardi, sede della Provincia. Tra questi non possiamo non citare il secrétaire del maestro dell’intarsio Giuseppe Maggiolini, le pendole della manifattura milanese dei fratelli Manfredini (tanto rinomati per la loro eccellenza, che alcune loro realizzazioni andarono ad arredare gli appartamenti di Palazzo Reale), le scene pastorali e “animaliste” dei quadri di Philipp Peter Roos.

La seconda sezione comprende invece le opere del XIX secolo, in particolare dipinti e sculture acquistati direttamente dalla Provincia durante le mostre annuali di Brera, quelle della Società per le Belle Arti, quelle dell’Esposizione Permanente e delle Esposizioni Nazionali.

Dalla pittura paesaggistica (Bazzaro, Befani Formis, Gignous, Mariani, Bisi, Trezzini, Bianchi e Spreafico) alla pittura storica di costume (Passeggiata sul Lung’Arno a Firenze (1872-73) di Lorenzo Delleani e Campagna lombarda (1871-72) di Giudo Ricci ne sono esempi mirabili),  fino alle opere di Favretto, di cui è esposta la tela Amore tra i polli del 1879, esposta alla III edizione della Biennale di Venezia nel 1899. La sezione dedicata all’Ottocento include anche una serie di sculture, tra cui due opere di Enrico Butti (Una seconda lezione (1879) in marmo e Il guerriero di Legnano (1900) in bronzo) e una di Vincenzo Gemito (Testa di donna napoletana (1913), in bronzo).

Infine nell’ultima sezione della mostra dedicata al XX secolo spiccano molti nomi noti del panorama artistico nazionale: Alfieri, Carrà, De Grada, De Rocchi, Lilloni, Martini, Fillia, Prampolini, Salietti, Tosi, Usellini, Viani. Oltre ai grandi pittori citati, l’esposizione comprende anche alcune fotografie di autori celeberrimi (Basilico, Berengo Gardin, Chiaramonte, Cresci, Merisio, Jodice e altri), parte dell’ampia collezione della Provincia conservata al Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda, a Cinisello Balsamo.

La mostra organizzata allo Spazio Oberdan vuole invitare a visitare anche il patrimonio architettonico di Milano e provincia, tra cui Palazzo Isimbardi, la sede della Prefettura Palazzo Diotti, la Caserma dei Carabinieri di Via Moscova, l’ex Brefotrofio di Via Piceno, nonché Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate, il Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso e l’Abbazia di Morimondo.

 

Veronica Monaco

 
VIVA LA RADIO! NETWORK – TERZA INTERPRETAZIONE SUL DESIGN ITALIANO (Veronica Monaco - Milano) PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

Quali cose siamo

 

 

 

Triennale Design Museum

 

Quali cose siamo - terza interpretazione

 

dal 27 marzo 2010 al 27 febbraio 2011

 

Direttore: Silvana Annicchiarico

Cura scientifica: Alessandro Mendini
Progetto dell’allestimento: Pierre Charpin
Progetto grafico: Jean-Baptiste Parré

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova interpretazione per il design italiano alla Triennale di Milano dove, fino al 27 febbraio 2011, sarà possibile vivere qualcosa più di una semplice mostra. Quali cose siamo vuole essere una risposta, un nuovo punto di vista sul design che invita il visitatore a riflettere su come gli oggetti del nostro quotidiano contribuiscano a creare la nostra identità.

Dopo le precedenti edizioni Le Sette Ossessioni del Design Italiano (2008/09) e Serie Fuori Serie (2009/10), Triennale Design Museo sposta l’attenzione sulla rete di rimandi e relazioni fra gli oggetti, che non sono singole entità a se stanti, ma parte del grande romanzo delle nostre vite. Quali cose siamo ridisegna l’idea del percorso espositivo tout cour, per creare un viaggio emozionale all’interno del flusso di vita degli oggetti.

A cura di Alessandro Mendini, il progetto mette in mostra una serie tanto ampia quanto diversificata di oggetti, opere di artisti, maestri e giovani designer, che testimoniano l’esistenza di un mondo “invisibile e non ortodosso”, parallelo a quello del design istituzionale.

Nulla è disposto a caso, ogni cosa trova una sua collocazione al di là dell’omogeneità merceologica. Ritroviamo di tutto, dai Gormiti a un abito di Totò, dalla lampada con penne Bic di Ulian ad una copia a grandezza naturale del David di Michelangelo: accostamenti inaspettati, che raccontano qualcosa di noi, qualcosa delle nostre vite e della nostra italianità. Quali cose siamo_allestimento

Cosa dice una statuina di Richard Ginori a una scarpa Geox (…) ? Apparentemente niente, e invece questi due oggetti riescono a stabilire un dialogo intenso, per il semplice fatto di essere posti lì, l’uno accanto all’altro. Mendini ci fa da guida in questa terza esplorazione del mondo del design, raccogliendo quelle che lui stesso chiama «stelle cadenti» e poggiandole su un piano. È proprio il fatto di stare assieme che crea relazioni tra gli oggetti, sviluppa trame narrative, esalta le forme, i materiali, le funzioni dei singoli pezzi. ” –  afferma Davide Rampello, presidente della Triennale. Una selezione ricca, poliedrica, multiforme che paradossalmente riesce a trovare agile collocazione negli allestimenti minimal di Pierre Charpin. Un gioco di contrasti ben riuscito e un cortocircuito emozionale che sviluppa un profondo grado di empatia se negli oggetti che vediamo riconosciamo un po’ di noi stessi.

 

Foto di Fabrizio Marchesi 

 

Veronica Monaco

 
VIVA LA RADIO! NETWORK – “SHADOW AND FIRE” DI ERMENGILDO ATZORI – (Sonia Cardia, Cagliari) PDF Stampa E-mail

B&BArt Museo internazionale di arte contemporanea e (In)visibile di Thomas e Bernhard Lehner (Cagliari), con la collaborazione di M’Arte Galleria (Arma di Taggia-Imperia) e Casa di Moda De Modè di Gian Giuseppe Pisuttu e Anna Maria Baldinu,

inaugurano la mostra Shadow and fire di Ermenegildo Atzori a cura di

Bianca laura Petretto.

Si tratta di un appuntamento artistico, proposto all’interno del progetto nazionale Ombre di fuoco 2010 voluto da quattro strutture espositive all’avanguardia che promuovono e investono in giovani talenti con produzioni d’arte contemporanea.

Nello Spazio d’arte contemporanea (In)visibile di Thomas e Bernhard Lehner viene ospitata una mostra dell’ultima produzione artistica di Ermenegildo Atzori. Una dozzina di opere nere realizzate tra il 2008 e il 2010 con materiali pesanti e con una tecnica elaborata con la combustione. Una sorta di luogo dell’ombra dove affiorano presenze. Lo spettatore entra nello spazio (In)visibile di Thomas e Bernhard Lehner completamente spoglio, pulito, senza aggiunte e infrastrutture. Un contenitore che rende protagoniste le opere esposte al buio, sottolineate da raggi flebili di luce che in modo indirizzato e essenziale, scoprono “presenze”. Volti tridimensionali, espressioni, paure, oblio e mondi che stanno altrove. Un’esperienza del luogo invisibile che diventa manifesto e si può vedere, osservare, vivere portando alla luce la parte più profonda della realtà. Un’esperienza concreta della materia capace di restituire lo stato interiore. Giocare col fuoco per far affiorare le emozioni e il rapporto con le cose in presa diretta.

La mostra è arricchita dal videoarte Shadow and fire Ermenegildo Atzori a cura di Bianca Laura Petretto con le musiche dei Garuà, un sofisticato gruppo jazz italiano e dal Libro – catalogo Shadow and fire Ermenegildo Atzori a cura di Bianca Laura Petretto con le fotografie originali di Paolo Medas ( in vendita, per la collana personalflash di B&BArt Museo arte contemporanea, Edizioni Giorgio Bombi).

In una serata esclusiva, promossa da B&BArt Museo internazionale d’arte contemporanea e lo Spazio d’arte contemporanea (In)visibile a Cagliari, il 9 aprile 2010, a partire dalle ore 19,30 Thomas e Bernhard Lehner, promuovono l’arte contemporanea attraverso una mostra inedita di Ermenegildo Atzori, artista sardo innovativo e di talento che in questo ultimo anno ha all’attivo altre tre mostre personali nazionali e internazionali che hanno riscosso successo e consensi di critica e di pubblico. Le opere nere esposte nella mostra Shadow and fire disintegrano la forma per recuperare il volume e restituiscono ritratti e visi di personaggi famosi interpretati nella loro umanità. Un modo originale e moderno di usare la materia per raccontare spazi di uomini e donne che si sono spinti oltre per perdersi, ma anche per vedersi e per essere scoperti. Un viaggio nel buio per apprezzare con gli occhi della meraviglia ciò che prende forma verso la luce.

Tratto dal comunicato stampa

 
VIVA LA RADIO! NETWORK – SCHIELE E IL SUO TEMPO IN MOSTRA A MILANO (Veronica Monaco – Milano) PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Monaco - Milano   

Schiele_Autoritratto con alchechengi

 

SCHIELE e il suo tempo

 

Palazzo Reale -  Milano

Dal 24 febbraio al 6 giugno 2010

  

INFOLINE 02-92800375

 

www.mostraschiele.it

 

 

 

 

 

 

Evento culturale di straordinario interesse quello in corso a Palazzo Reale dove, fino al prossimo 6 giugno, saranno esposte quaranta opere di Egon Schiele, uno dei più importanti e geniali esponenti del panorama artistico europeo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Questi capolavori, affiancati dalle opere di altri artisti suoi contemporanei, provengono interamente dal Leopold Museum di Vienna che si attesta a tutti gli effetti come la più grande raccolta internazionale di opere di Schiele.

Curata da Rudolf Leopold e Franz Smola, la mostra Schiele e il suo tempo intende inserire la complessità dell’artista viennese (il quale non può essere ridotto al solo StilKunst o al solo espressionismo) all’interno del contesto storico e culturale in cui si è formato e da cui ha successivamente preso le distanze.

Sono gli anni  in cui, dietro la facciata di una Vienna felice e spensierata, iniziano a manifestarsi i sintomi di un desiderio di rinnovamento e di una ricerca introspettiva più profonda, che si rende evidente non solo nelle arti figurative, ma anche nella musica (Strass, Mahler, Schönberg), nella letteratura (Roth, Musil), in architettura (Loos, Wagner, Olbrich). Sono anche gli anni in cui si sviluppa la psicanalisi freudiana e si diffondono idee e gusti estetici innovativi, che, volendo rompere con una realtà accademica troppo rigida e corporativa, si riunisce intorno alla figura di Gustav Klimt. Al motto di “A ogni epoca la sua arte. All’arte la sua libertà”, nasce nel 1897 il movimento di Secessione, a cui per un certo periodo aderirà anche Schiele.

Dall’iniziale accostamento all’espressività klimtiana (Fiori stilizzati su sfondo decorativo (1908) e Danzatrice Moa (1911) ne sono un mirabile esempio), il giovane Schiele abbandona ben presto il gusto per le linee eleganti e il senso ornamentale, per dedicarsi alla ricerca di uno stile più marcatamente espressionista, che predilige l’introspezione psicologica e l’osservazione emozionale ed empatica della realtà.

Giocando con il significato del verbo tedesco schielen (“essere strabico”, ma anche “guardare di sottecchi”), l’artista coglie tutta la importanza dello sguardo indagatore, che scava nel profondo dell’animo umano. La lunga serie di autoritratti rivelano il costante dialogo interiore di questo artista, che evidentemente influenzato dalle teorie freudiane, è mosso da un insopprimibile desiderio di indagare se stesso e i propri lati d’ombra. Pur nelle sue dimensioni ridotte, Autoritratto con alchechengi (1912) riassume perfettamente la capacità dell’artista di cogliere la propria dimensione più intima.

Egon SchieleL’influenza di Freud accompagna Schiele anche nella sua peculiare riflessione sul tema dell’eros: i nudi, che rappresentano la maggior parte della sua produzione artistica, sono la testimonianza di una sessualità ormai affrancata, vissuta con il passare del tempo in maniera sempre più matura e libera dai sensi di colpa, soprattutto dopo l’incontro con Edith Harms, modella e compagna di vita (e di morte: Edith e Egon moriranno entrambi di influenza spagnola nel 1918, a pochi giorni di distanza l’una dall’altro). I contorni taglienti e scheggiati del fisico, l’uso anti-naturalistico del colore, gli atteggiamenti tesi ed esasperati, il brutto come dimensione artistica sono sintomo di una profonda solitudine e sofferenza, di un tormento generalizzato, a cui l’artista partecipa in maniera totalizzante.

Oltre l’espressionismo sono infine le opere che vanno dal 1916 al 1918, nelle quali Schiele sperimenta nuove modalità figurative più naturalistiche, equilibrate e armoniose: a questo mutato contesto espressivo appartengono le opere Nudo disteso (1917) e Due donne accovacciate (1918), esposte a chiusura della mostra.

Le opere di altri artisti di primo piano (quali Klimt, Kokoschka, Moser, Gerstl, Böler, Blauerstein, Moll, Egger-Lienz, Oppenheimer, Kolig, Boeckl), le restituzioni fotografiche della Vienna fin de siècle e la diffusione di alcuni brani musicali dell’epoca (tra cui spiccano composizioni di Johann Strauss II, Gustav Mahler e Alban Berg) permettono ai visitatori di immergersi pienamente in quella eccezionale congiuntura storica che ha visto la formazione del genio artistico di Egon Schiele e la nascita dall’arte moderna in Austria.

 

Veronica Monaco

 
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Why should I upgrade to Internet Explorer 7? Microsoft has redesigned Internet Explorer from the ground up, with better security, new capabilities, and a whole new interface. Many changes resulted from the feedback of millions of users who tested prerelease versions of the new browser. The most compelling reason to upgrade is the improved security. The Internet of today is not the Internet of five years ago. There are dangers that simply didn't exist back in 2001, when Internet Explorer 6 was released to the world. Internet Explorer 7 makes surfing the web fundamentally safer by offering greater protection against viruses, spyware, and other online risks.

Get free downloads for Internet Explorer 7, including recommended updates as they become available. To download Internet Explorer 7 in the language of your choice, please visit the Internet Explorer 7 worldwide page.