La produzione artistica del nuovo album di Andreani è affidata a Simone Spreafico, fondatore e chitarrista dei Mercanti di Liquore, accanto al quale suonano anche Marco Castiglioni (batteria), Massimo Scoca (contrabbasso), Franco Barbera (pianoforte), Giulia Larghi (violino), Raffaele Khöler (tromba, flicorno), Davide Lasala (chitarre elettriche). Belli gli scorci che Scritti con Pablo aprono nell’anima, passando da riflessioni profonde sul dolore e la morte a dolci introspezioni sul senso della vita e dell’amore.
«Scrivo e canto di un carcerato che non lo uccise la morte (“Per voce di Aldo” Branzino); di un cielo che vede morire un poeta e che si dispera per non essere Paradiso (“Bruno, su Genova, il cielo”, per Lauzi e per gli altri come lui); di un sorriso che mi ha aspettato a casa ogni volta che ritornavo dal fronte del dolore (“Non passarmi oltre”, dedicata a Clo); di un regista che si congeda con l’ultimo sgarbo possibile (Mario Monicelli in “L’assenza”); di un minatore che ha paura di scoprire la luna perché quel giorno dovrà scegliere se la moglie o l’amante (“La pena di amare”, per il cileno Yonni Barrios); di un prete che serve, angelicamente anarchico ( “Finchè Dio tace”, per Don Andrea Gallo); di una moglie che racconta una storia quasi soltanto sua (dedicata a Licia Pinelli); di una donna costretta dagli occhi degli altri ad uccidersi il cuore; del sangue di un muratore; di un amore coniugale al tempo dei capelli innevati» (Filippo Andreani).
A voi ora, premere play, chiudere gli occhi e lasciarvi trasportare nelle vite e nelle vite di questi nomi e cognomi divenuti musica.
Veronica Monaco






