Benvenuti nella musica italiana, quella della Canzone d'autore, quella vera, reale, fatta di storie, racconti, drammi quotidiani che appartengono ad ognuno di noi, quella fatta di buona musica, melodie familiari e ritmi che ti restano in testa.
Sul palco dell'Hiroshima Mon Amour trovano spazio due cantastorie diametralmente opposti, ma legati da una licenza poetica assicurata!
Il primo artista ad esibirsi è il torinese Vittorio Cane, all'anagrafe Claudio Cosimato, all'attivo due dischi, Secondo (Innabilis – 2008) e Vittorio Cane (Innabilis – 2005) e un libro Tre Tempi (Manufattura Torino Poesia – 2010) che contiene i testi delle sue canzoni più alcuni inediti.
Vittorio Cane, accompagnato dalla sua band, gioca in casa e propone il nuovo album Palazzi (Innabilis/New Model Label – distribuito Audioglobe -2011). Il timido cantastorie, abbracciata la chitarra, con la sua voce scordata ci trascina nell'ascolto delle sue poesie. Storie di vita raccontate tra ballate e ritmi pop, in un teatrino emozionale fatto di nostalgie, sfighe quotidiane e malinconie e pensieri profondi.
Tra i brani più interessanti Quello che, primo singolo estratto dall'album (interessante anche il videoclip con la regia di Veronica Pianetti), introspettivo e cantabile, ti resta nella testa e non esce più!
Mai , Umano davvero raffinata e intensa, A Milano, Non ne ho, Palazzi, A casa Mia, Responsabilità resa unica dall'organetto, brani melodici quanto basta da fare invidia a tanti cantautori pop italiani. Sto Bene scritta con la collaborazione del romanziere Claudio Frascella, poesia dell' Io, della mancanza, se vuoi sapere come sto / fai conto che sto bene / anche se non me l'hai chiesto / e non so neppure dove sei.
Ripropone brani dai vecchi album, successo riconosciuto dal pubblico che lo accompagna, è sicuramente il brano Domenica, che trovò la collaborazione dell'amico Mao.
Il secondo a salire sul palco con "azienda"a seguito è Brunori Sas, nella persona di Dario Brunori, calabrese d'origine, classe '77,
dopo collaborazioni precedenti con il collettivo Minuta e la band Blume, inizia la sua carriera solista nel 2009, con la pubblicazione di Vol. 1, con il quale vince il Premio Ciampi 2009 come miglior esordio e nel 2010 Targa Siae/Club Tenco 2010 come miglior esordiente.
A due anni esatti dal pluripremiato Vol. 1 Dario Brunori torna con Vol. 2: Poveri Cristi (Picicca Dischi 2011– Warner Chappell Music Italiana- Audioglobe). Dopo aver descritto nel precedente album il suo universo personale, si lascia alle spalle la nostalgia e affronta il presente posando lo sguardo sulla vita degli altri.
Sul palco l'energia e la vitalità di questo eccentrico personaggio, dalla camicia stile seventy, non lasciano dubbi al pensiero che si tratta di un grande artista. Con disciplina ed una nota d'ironia interagisce con il pubblico e nelle sue canzoni racconta storie malate di amori finiti e di amori eterni, storie di lavoratori e persone comuni, storie che appartengono ad ognuno di noi.
Lo fa con la classe di chi sa contraddistinguersi. Musicalmente coinvolgenti i suoi Poveri Cristi: Il giovane Mario, Lei lui Firenze, Rosa primo singolo estratto dall'album, particolare anche il video, la regia firmata da Giacomo Triglia, Una domenica notte, Il suo sorriso, La mosca, Bruno mio dove sei, Animal colletti, Tre capelli sul comò, Fra milioni di stelle, vengono a galla utilizzando parole semplici, ma mai banali con melodie e ritmi Made in Italy, che ricordano il gusto del buon cantautorato italiano. Tra i brani proposti del Vol.1, Paolo, Guardia 82 e Nanà.
Una nota di merito alla sua band (Simona Marrazzo - cori, tamburello; Dario Della Rossa - tastiere; Massimo Palermo - batteria; Mirko Onofrio - sassofono e fiati; Stefano Amato - violoncello, chitarra) che con grande sobrietà e professionalità hanno reso il live intenso e senza sbavature.
Brunori ringrazia a fine concerto e chiude dicendo: <<Uniamo l'utile all'utile, per fare l'inutile>>, a voi tutti il giudizio finale... di un povero Cristo.
Benvenuti nella musica d'Autore italiana, quella vera, pulita e immortale, quella che lascia sempre un po' di speranza a questo Paese confuso.
Chiara Bianchi -Torino
Torino mi ha adottato qualche anno fa dove vivo e lavoro.Laurea alla facoltà di Lettere e Filosofia in Lettere Moderne e specializzanda in Musicologia, all’Università di Parma, collaboro con la redazione di Torino di Viva La Radio! Network che alimenta la mia passione per la musica. Musicologa, musicista e musicofila… insomma, una vita per la musica.
Dicono di me: mille interessi, solare a volte capricciosa...come la pizza.
Il mio motto: la passioni si vivono .."vivendole".
Sito web: www.vivalaradio.fm

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