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11 Mag

VIVA LA RADIO! NETWORK – LE STRISCE: IL MANIFESTO DELLA NUOVA GENERAZIONE In evidenza

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Napoli. Continuano gli appuntamenti dei  giovedì universitari dell’Arenile di Bagnoli con la rassegna musicale “Make a choice” dedicata ad alcune delle più interessanti realtà della musica indie campana.

Ieri è stata la volta de Le Strisce, un gruppo di cinque ragazzi con la voglia di raccontare se stessi ma soprattutto lo spaesamento della generazione del nuovo millennio che non ha più punti di riferimento e che è stanca delle risposte parziali.

Una serata dedicata ai giovani stanchi di reggere il continuo confronto con i mostri sacri del passato come cita il brano “Fare il cantante”. Ormai siamo in una nuova era, bisogna lasciare spazio a chi vuole imparare a volare e, se possibile, si vorrebbe avere qualcuno che riuscisse ancora a credere che i ragazzi del 2000 siano in grado di spiccare davvero il volo verso un futuro nuovo e tutto da scoprire e che non vogliono solo stare davanti ad Internet proprio come cantano Le Strisce in “Resistete”.

L’energia e la freschezza di sonorità rock con richiami più tipicamente brit di “Chi cazzo sono le strisce”, “Niente da dire” ed “Io non sto bene” rimandano in più di un’occasione ai Kooks o alle frizzanti note dei Franz Ferdinand. Tantissimi giovani, anche stranieri, hanno partecipato con calore ed energia l’esibizione della band che, nel 2011 si è aggiudicata il premio Mogol nella semifinale di Sanremo Giovani per “Vieni a vivere a Napoli”, una sottile provocazione ed un invito a non credere ai pregiudizi, ormai stereotipati, che affliggono la reputazione di una città e del suo popolo.

Atmosfere più pop, con spruzzate motown accarezzano i testi di “La ballata del 6 piano” e “Marta”. “Pazzi  e poeti” è il titolo del cd che Davide Petrella (voce), Andrea Pasqualini ed Enrico Pizzetti (chitarra), Raffaele Papa ( batteria) e Francesco Caruso (basso) hanno inciso con Emy Music Italy.

Proprio il titolo del loro ultimo lavoro racchiude il senso di una frase che, sempre più spesso i giovani artisti si sentono dire: “Vuoi fare l’artista? Ma sei pazzo?” Beh si, fare l’artista vuol dire anche mettersi in gioco, anche quando tutto sembra andare storto perché l’arte è anche follia, è uscire fuori dagli schemi ed è soprattutto libertà.

Raffaella Sbrescia, Napoli

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