Viva la Radio! Network è la mia passione. Amo la chiarezza e la semplicità ed in questo modo mi esprimo. Anche se sogno posti lontani so che non c'è nessuna isola al mondo più incantevole della mia..Sardegna.
Nella redazione di Cagliari mi occupo di musica rock ed alternativa.
Il mio motto: l'eleganza è semplice
dicono di me: disponibile e determinata
Torniamo poi sul palco del Teatro Civico per il terzo concerto della serata, dove sono gli Amour Fou a farla da padroni, portando in scena il loro ultimo album " I moralisti", dedicato al tema della morale nella società contemporanea, da cui traspare un messaggio molto forte, ovvero, la difficoltà per i giovani di individuare quali siano gli attuali valori di riferimento, molto diversi da quelli delle generazioni precedenti.
I testi degli Amour Fou hanno una forte connotazione d'inchiesta a partire dal titolo di ogni canzone ed Alessandro Raina alle nostre telecamere, ci anticipa che l'ultimo progetto vuole valorizzare nuove suggestioni, piene di solarità alla ricerca connotazioni sonore alternative . Ascoltando il loro concerto, riusciamo a cogliere una leggera malinconia legata ad arrangiamenti che ricordano la new wave romantica della fine degli anni 80'che accompagnano testi forti, sempre pieni di coerenza civile.
Barbara Manca, Cagliari
Dopo la parentesi nel Medio Campidano, si riaccendono i riflettori nel suggestivo palcoscenico del Teatro Massimo per la 14° edizione di “Forma e poesia nel jazz”, con il chitarrista cagliaritano Giorgio Murtas .
Spesso malinconico e intimista, qualche volta sperimentale e poetico, quasi sempre lodato dalla critica è uno dei più straordinari talenti della musica jazz. Seguirne il percorso artistico significa ripercorrere la storia di un grande artista, che ci ha abituato negli anni ad idee sempre nuove ed originali.
Anche chi è profano di questo genere musicale, ma si abbandona alla musica di Giorgio Murtas riesce a leggere tra le righe le poesie tradotte in note sul pentagramma, cogliendo in tal modo il senso di questa grande manifestazione, il jazz come insieme di note ma anche come testo leggibile, l’artista ci spiega così l’idea sviluppata questo anno “Per dare un senso dei contenuti alle nostre composizioni, che non fossero solo musicali, abbiamo utilizzato dei testi e trasformati in note; ciò per dare una logica contenutistica e concettuale.”
Possiamo come l’artista stesso ci suggerisce, intitolare questa serata “Forma e poesia nel jazz – Capitolo III”, l’evoluzione, quasi naturale di un progetto che si è sviluppato in tre fasi, la prima che ha inaugurato nel 2007 con una partitura scritta per la sua chitarra e la Big band della Scuola Civica di Musica di Cagliari, poi proseguito due anni dopo con Daniele Scannapieco al sax tenore, Nicola Muresu al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria con dei brani caratterizzati dall’originalità dei pezzi, poiché scritti unicamente per la rassegna. “Ho aggiunto un elemento in più cioè dei contenuti concettuali all’interno dei pezzi”, con queste parole il chitarrista cagliaritano ci anticipa quello che poi sarà un grande spettacolo.
Ad accompagnare Giorgio Murtas nelle pagine del suo “Forma e poesia nel jazz – Capitolo III”, troviamo sul palco Nicola Muresu al contrabbasso l'altosassofonista Sandro Satta e, ad impreziosire il quartetto, un'autentica icona della musica afroamericana, Famoudou Don Moye, “Abbiamo voluto sottolinerare con questa edizione un omaggio ad un maestro”, così Giorgio Murtas con grande umiltà descrive il suo collega ed amico.
Un musicista di fama mondiale ma soprattutto un grande uomo “da cui poter attingere contenuti musicali ed umani perché Don Moye è una persona straordinaria”, il “maestro” suonò nel vecchio teatro massimo con l’ Art Ensemble of Chicago e qui torna a suonare a distanza di anni, in un teatro che ha una veste completamente diversa come l’esperienza che ebbe anni fà.
Barbara Manca, Cagliari
Melissa Auf der Maur un appuntamento unico all'interno del Karel Music Expo organizzata dalla cooperativa Vox Day.
Melissa ha letteralmente stregato tutti gli spettatori che sono accorsi a vederla al teatro comunale di Serrenti, dopo un'attesa durata anni: "Out Of Our Minds", il suo nuovo capolavoro romantico e surrealista, arriva infatti a sei anni di distanza da quello d'esordio come solista, "Auf Der Maur".
"Questo album semplicemente rappresenta tutto il mio essere artista" dichiara ai nostri microfoni, da quando giovane frequentavo la scuola d'arte, infatti in questo album, così come per tutta la durata del concert,o si riesce a cogliere il suo mondo a 360 gradi.
Melissa non si esprime usando solo le sette note, ma durante il concerto riusciamo ad esplorare l'aspetto visivo della sua musica, veniamo catturati dal ritmo del suo basso e dalla carica selvaggia da amazzone rock, il feeling che si crea fin da subito con il suo pubblico conduce le persone a fare quasi un salto fuori dalla propria anima ad abbandonare la loro mente al sentire.
Il linguaggio che utilizza è universale, non racconta un'unica storia, ma una grande storia più vasta, in cui ognuno può rispecchiarsi, il filo conduttore è la fantasia, che utilizza in ogni forma d'arte che accompagna questo concerto, così da riuscire ad arrivare al cuore di chi ascolta.
E' raro vedere una donna che suona il basso, ma soprattutto è ancora più raro sentire un basso suonato in questo modo straordinario e Melissa Auf der Maur tiene testa a molti dei suoi colleghi uomini, equilibrando, in maniera semplice e naturale, il lato femminile e quello maschile.
Melissa dialoga con il suo pubblico, introduce i pezzi spiegando come è nata la scaletta, parla del suo rapporto con lo strumento e con la musica in un crescendo di empatia musicale e feeling "quasi affettivo" tra la band e il pubblico.
Sembra ormai di assistere a una chiacchierata tra amici, tanto da rivelare, per la prima volta al pubblico, di essere incinta, forse è per questo che sul palco sembra avere una carica "doppia", l'applauso parte spontaneo e in maniera molto dolce accompagna ed introduce il suo ultimo pezzo.
Barbara Manca, Cagliari
Una lampada, uno specchio, tre chitarre, una tastiera, dei palloncini, un delay e un divano; questo lo spettacolo che il pubblico si trova di fronte all’apertura del sipario.
A meno di due anni di distanza dal tour di Solo Un Uomo album da lui stesso definito “un nuovo inizio, una nuova vita” e immediatamente dopo la realizzazione del progetto benefico Parole di Lulù ideato e realizzato in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm per i bambini dell’Angola, Niccolò Fabi torna a fare il musico con un nuovo spettacolo teatrale.
Inizia dalla Sardegna, da Serrenti la prima tappa del “Solo tour 2011” di Niccolò Fabi, dopo dieci anni di assenza dalla nostra terra è proprio da qui che decide di iniziare questa grande sfida, il primo concerto in solitario, che lui stesso ha commentato così: “Se essere artista è anche e soprattutto inseguire nuove idee, non accontentarsi, porsi nuovi ostacoli e superarli, allora un concerto in cui si è soli sul palcoscenico diventa una tappa fondamentale, quasi obbligata di ogni percorso di crescita artistica.”
Cantautore colto e raffinato, dimostra grande maturità artistica ed una straordinaria fantasia e lo fa attraverso una loop station , pochi strumenti e le sue parole, unici compagni di viaggio in questo tour.
Con queste parole Niccolò Fabi, ringrazia il pubblico del Teatro comunale di Serrenti che lo ha accolto con un caloroso abbraccio.
Barbara Manca, Cagliari

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