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IL GRANDE NETWORK ITALIANO

Lunedì 12 Dicembre 2011 00:00
ROMA - MILANO - TORINO - VERONA - NAPOLI - CAGLIARI
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Viva La Radio! è il primo network nazionale che previlegia la musica di "qualità" fornendo tramite il suo portale, contenuti tematici ed artistici di rilievo grazie alle sue redazioni nelle principali città italiane.

Il Grande Network Italiano, ha un formato unico facilmente connotabile con una programmazione dedicata alla musica scelta e di "qualità" senza trasmettre "parole inutili".

Ma le parole non mancano, nella fascia serale dalle 19.45 in poi, quando per chi lavora c'è più serenità e per chi viaggia la sola musica non basta, Viva La Radio! Network apre i microfoni a programmi musicali specializzati con la voce di chi, della radio e della musica, ne ha fatto una ragione di vita.

Vogliamo allontanarci con forza da tutto ciò che oramai è definito "cool"o di tendenza, dove spesso con questi aggettivi s'intende qualcosa di faziosamente politico o appartenente ad uno dei nuovi stereotipi nazional-popolari; calderoni pieni di cloni che abbracciano nuove e vecchie tendenze indigeribili e piene di luoghi comuni.

Non vogliamo essere ne di "nicchia" ma dare  forma alla "sostanza".

L'unico difetto che ci accomuna.....la "passione"

Condividi la nostra passione, inviaci la tua canditadura a produzione(@)vivalaradio.it

Note:

* Marchio e logo verbale registrati ( W Viva La Radio! ). Diffidiamo chiunque a l'uso non autorizzato.

VIVA LA RADIO! NETWORK - RADIOPOESIA

Martedì 30 Novembre 1999 00:00

mariapiaNata a Napoli nel 1955, di notte dopo che mamma aveva finito di cantare "Pace mio Dio" da "La forza del destino di Verdi. Monicelli era il cognome d’arte di mia madre (soprano e attrice), con la quale ho iniziato a calcare le scene giovanissima. Ho spaziato e ancora volo tra le muse più o meno curiosa e attenta. Cantante, conduttrice radiofonica, attrice di prosa e cinema, insieme ad Oreste Lionello, Johnny Dorelli, Antonella Steni, Leo Gullotta , Alberto Sordi, Carlo Verdone e tanti altri.

Ho sempre coltivato la passione per la poesia, tradotta poi in testi quando negli anni 70 ho firmato un contratto alla RCA come cantautrice, poi ha messo la musica da parte dedicandomi principalmente al teatro.

“Scrivo poesie per rappresentare il mio mondo interiore e denunciare le ingiustizie. Emanuele Scatarzi mi ha proposto di dare voce alle mie “emozioni su carta” ed ho registrato per Viva La Radio! “Emozioni Italiane” una serie di “Scatti d’anima” per Voi.

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«La musica dovrebbe essere intesa sempre così: cielo stellato, gente che balla, alcool e divertimento». Con questa frase termina il concerto Fish, ex leader dei Marillon, gruppo prog-rock fondato alla fine degli anni '70.

L'evento è organizzato dal Club“Il Giardino” che, all'interno della rassegna “The legends of rock”, propone un Fish in versione acustica.

Insieme a Frank Usher che imbraccia la chitarra e a Foss Patterson seduto dietro le tastiere, inizia un concerto che si potrebbe definire intimo. Una parte degli oltre 400 spettatori si siedono a ridosso del palcoscenico, tutti vicini l'uno all'altro, quasi come se a suonare ci fosse il classico amico sulla spiaggia con la chitarra.


Canzoni classiche dei Marillion come “Punch and Judy” o “Jigsow” rendono benissimo anche con l'arrangiamento acustico del nostro trio.

Ma lo spettacolo non è solo la musica. Anche la personalità espansiva di Fish intrattiene e diverte. E allora comincia a parlare con il pubblico, riuscendo a farsi capire, cercando di imparare parole in italiano, chiamando un ragazzo sul palco in funzione di interprete.

Dopo un bel bicchiere di Custoza si prosegue con la bellissima “Just good friends”, canzone del suo repertorio da solista, e poi “The company”.

L'atmosfera è veramente accogliente, il pubblico canta e si diverte ed il un gruppo di irriducibili che ha seguito molte tappe di questo tour, urla salta incitando il loro idolo. Fish scherza con loro e sembra ormai conoscerli. Scende dal palco e sale sulle gradinate a continuare il concerto con “So Fellini “ seduto tra gli spettatori, per poi tornare sul palco per concludere con “Fugazi”.

Ma non è finita. A mezzanotte compie gli anni Shoan, il tecnico che li accompagna, che sale sul palco con tutta la sua mole e i suo abbigliamento colorato a cantare insieme alla band ed al gruppo di “irriducibili” fans. Ed è in questa atmosfera di festa che finisce il concerto.

Spettacolo sostenuto dalla bravura dei musicisti e dalla profonda voce di Fish. Ma anche dalla voglia di divertirsi e di stare sul palco. Il trio acustico ha regalato al pubblico una serata indimenticabile, divertente, piena di energia e di ottima musica.

 

Cristian Dall'Ora, Verona

 

 

 

 

 

A Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), tra il grigio del centro industriale e il verde dei monti a ridosso, la PFM sale sul palco: Franz di Cioccio alla batteria, sostituito quando canta, da Roberto Gualdi; Franco Mussida alla chitarra e voce; Patrick Djivas al basso; Lucio Fabbri al violino e al flauto; Gianluca Tagliavini alle tastiere.

 Il concerto si apre con la prima parte dedicata a Fabrizio de Andrè con gli stessi brani del famoso concerto con Faber nel ’79,“Bocca di rosa”, “Un giudice”, “La guerra di Piero”, “Andrea” e “Giugno 73” che scaldano i 1600 presenti

 LA PFM non si ferma e continua a suonare brani tratti da “La buona novella” e a seguire “Zirichiltaggia”, “Volta la carta”, “Marinella” e “Amico fragile” s’intonano a perfezione con il “progressive” e i virtuosismi di questi veri e propri giganti del rock.

 La seconda parte si apre Franco Mussida sul palco, da solo. Inizia l’arpeggio di “Out of the roundabout”. Il campanile del paese comincia a suonare i rintocchi delle dieci e mezza. Ma Franco trasforma questo disturbo in un divertente duetto. Il pubblico non può fare a meno di applaudire.

Ed ecco Patrick Djivas che inizia un assolo con il suo basso. Un arpeggio che è l’emblema della capacità tecnica e dell’originalità di tutto il gruppo. Un’improvvisazione che ha introdotto un’energica ed esaltante “Maestro della voce”.

Si ritorna a de Andrè con “Il pescatore”. Vengono aperti i cancelli delle poltrone numerate e tutto il pubblico si riversa sotto il palco a chiedere il bis. I musicisti regalano così un’altra mezzora di musica. La teatralità di Di Cioccio coinvolge il pubblico e “Celebration” , uno dei brani più coinvolgenti della PFM, chiude il concerto in una serata ricca di emozioni.

Franz di Cioccio all’inizio è apparso stanco e ha fatto fatica a trovare feeling con il pubblico, ma l’atmosfera e la voce si sono scaldate e tutto è diventato magico. La poesia di Fabrizio non perde un grammo di forza e la mostruosa tecnica del gruppo non diventa mai fredda e distaccata. Un concerto che ha fatto cantare, ballare e urlare, ma anche chiudere gli occhi per lasciarsi trasportare dalla musica.

 

Cristian Dall’Ora, Verona

 

 

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Viva La Radio! "Emozioni Italiane"
è la Prima Radio Nazionale dedicata alla "Canzone italiana d'Autore" e ai Grandi Interpreti, escludendo fenomeni televisivi o i soliti cloni.

Una fusione unica per un ascolto emotivo e di "qualità". Ivano Fossati, De Andrè, Battiato, Testa, Mina, Mannoia, Casale ..... con un "orecchio" sempre attento alle nuove tendenze cantautorali e alla musica emergente........l' Italiana d'Autore.

 

 

 

Melissa Auf der Maur un appuntamento unico all'interno del Karel Music Expo organizzata dalla cooperativa Vox Day.

Melissa ha letteralmente stregato tutti gli spettatori che sono accorsi a vederla al teatro comunale di Serrenti, dopo un'attesa durata anni: "Out Of Our Minds", il suo nuovo capolavoro romantico e surrealista, arriva infatti a sei anni di distanza da quello d'esordio come solista, "Auf Der Maur".

"Questo album semplicemente rappresenta tutto il mio essere artista" dichiara ai nostri microfoni, da quando giovane frequentavo la scuola d'arte, infatti in questo album, così come per tutta la durata del concert,o si riesce a cogliere il suo mondo a 360 gradi.

Melissa non si esprime usando solo le sette note, ma durante il concerto riusciamo ad esplorare l'aspetto visivo della sua musica, veniamo catturati dal ritmo del suo basso e dalla carica selvaggia da amazzone rock, il feeling che si crea fin da subito con il suo pubblico conduce le persone a fare quasi un salto fuori dalla propria anima ad abbandonare la loro mente al sentire.

Il linguaggio che utilizza è universale, non racconta un'unica storia, ma una grande storia più vasta, in cui ognuno può rispecchiarsi, il filo conduttore è la fantasia, che utilizza in ogni forma d'arte che accompagna questo concerto, così da riuscire ad arrivare al cuore di chi ascolta.

E' raro vedere una donna che suona il basso, ma soprattutto è ancora più raro sentire un basso suonato in questo modo straordinario e Melissa Auf der Maur tiene testa a molti dei suoi colleghi uomini, equilibrando, in maniera semplice e naturale, il lato femminile e quello maschile.

Melissa dialoga con il suo pubblico, introduce i pezzi spiegando come è nata la scaletta, parla del suo rapporto con lo strumento e con la musica in un crescendo di empatia musicale e feeling "quasi affettivo" tra la band e il pubblico.

Sembra ormai di assistere a una chiacchierata tra amici, tanto da rivelare, per la prima volta al pubblico, di essere incinta, forse è per questo che sul palco sembra avere una carica "doppia", l'applauso parte spontaneo e in maniera molto dolce accompagna ed introduce il suo ultimo pezzo.


Barbara Manca, Cagliari

 

 

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Non lasciate che il caso scelga la musica.  Viva La Radio! Fm "The music Of Life"

Viva La Radio! FM al contrario delle altre reti nazionali, non favorisce il mainstream e previlegia la qualità della musica e delle sue scelte. La Prima italiana "AC/Cult +Conteporary", con uno stile identificabile al primo "colpo d'orecchio"...veloce. immediata e di carattere. 

Il meglio del rock dal 1960 al 2010, 50 anni di innovazioni sociali e musicali da James Marshall meglio conosciuto come  "Jimi" Hendrix, alla new wave degli anni 80' passando per le metamorfosi degli anni 90' sino alle nuove sonorità europee e d'oltre oceano. 

Sono 14 invece e ogni ora, gli appuntamenti con l'informazione e gli apporfondimenti dalle nostre redazioni italiane  (Sport, meteo etc), rigorosamente in tempo reale.

Dalle 21:00 il Grande Network cambia volto, rallenta i ritmi facendo spazio al vocal jazz, al pop e al rock più raffinato, alle contaminazioni jazz e le nuove tendenze del pop elettronico.

Un cocktail unico ed irripetibile .....meno "chiacchere" e più emozioni.


VIVA LA RADIO! FM l'ascolti nelle principali città italiane o scaricando il nostro app da Andrid market o Apple Store leggi

 

Viva la Radio! Network sta ampliando la propria rete e cerca frequenze e concessioni in tutta Italia, contattaci qui


 

Una lampada, uno specchio, tre chitarre, una tastiera, dei palloncini, un delay e un divano; questo lo spettacolo che il pubblico si trova di fronte all’apertura del sipario.

A meno di due anni di distanza dal tour di Solo Un Uomo album da lui stesso definito “un nuovo inizio, una nuova vita” e immediatamente dopo la realizzazione del progetto benefico Parole di Lulù ideato e realizzato in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm per i bambini dell’Angola, Niccolò Fabi torna a fare il musico con un nuovo spettacolo teatrale.

Inizia dalla Sardegna, da Serrenti la prima tappa del “Solo tour 2011” di Niccolò Fabi, dopo dieci anni di assenza dalla nostra terra è proprio da qui che decide di iniziare questa grande sfida, il primo concerto in solitario, che lui stesso ha commentato così: “Se essere artista è anche e soprattutto inseguire nuove idee, non accontentarsi, porsi nuovi ostacoli e superarli, allora un concerto in cui si è soli sul palcoscenico diventa una tappa fondamentale, quasi obbligata di ogni percorso di crescita artistica.”

Cantautore colto e raffinato, dimostra grande maturità artistica  ed una straordinaria fantasia e lo fa attraverso una loop station , pochi strumenti e le sue parole, unici compagni di viaggio in questo tour.

“Come nel monologo per un attore, è il momento in cui ci si assume la responsabilità personale più grande e rischiosa: quella di offrirsi nudi senza protezione di fronte al pubblico.”

Con queste parole Niccolò Fabi, ringrazia il pubblico del Teatro comunale di Serrenti che lo ha accolto con un caloroso abbraccio.

Barbara Manca, Cagliari

Mimmo Locasciulli arriva alla quattordicesima edizione di forma e poesia nel jazz che per tre giorni dall'8 al 10 aprile ha spostato i suoi riflettori al Teatro Comunale di Serrenti, per tre serata all'insegna della musica e della canzone d'autore.

Incontro Mimmo Locasciulli dietro le quinte poco prima che inizi il concerto, mi accoglie con un bicchiere di vino rosso in segno di amicizia tipica del grande cantautore italiano. Una persona semplice che traspare dal primo gesto che compie appena sale sul palcoscenico. Bacia il pianoforte, lo pulisce e si china davanti a lui in segno di profondissimo rispetto e di grandissima ammirazione.

Apre il concerto con Siamo Noi tratta dall’album Il meglio (1999) e da li in poi, come un cantastorie, introduce il pubblico ad ogni canzone, rendendolo partecipe di ogni emozione, regalando ogni volta un pezzo di sé.

 

Liscia e preoccupante è l’Aria di Famiglia, con queste parole che introduce l’omonima canzone che dal il titolo all’album pubblicato nel 2002, che racchiude le migliori composizioni del cantautore e pianista abruzzese. Nel teatro di Serrenti l’atmosfera diventa intima e ricca di emozioni.

Durante lo spettacolo l’artista racconta aneddoti di quando, alla fine degli anni 60, suonava nei club e lo fa con autoironia e la semplicità che lo contraddistinguono. Sul palco suonano il figlio Matteo Locasciulli al contrabbasso e, Fabrizio Mandolini al sax un trio di assoluta accellenza.

 

Mimmo Locasciulli porta con sé un’ identità molto forte ed un talento quasi innato son questi due elementi che hanno fatto di lui uno dei musicisti più “internazionali” del nostro paese. “Meno mestiere e più libertà” come dichiara alle nostre telecamere.

 

Barbara Manca, Cagliari

Viva La Radio! Network ha intervistato al Teatro Camploy di Verona, Cesare Picco, eccellente improvvisatore ed abile "pittore di emozioni". Per Picco, infatti, il pianoforte è come una tela su cui dipingere, con il soffice tocco dei tasti, delle sensazioni e dei contenuti destinati a rimanere indelebili nella percezione di chi li ascolta e li comprende. Uno stile unico, un alfabeto sonoro personale in grado di coniugare la formazione classica dell'artista con l'uso dell'improvvisazione totale come veicolo per approfondire i diversi linguaggi melodici dal jazz, al classico, all'elettronico...

Il pathos esecutivo è accresciuto dall'ausilio di numerosi strumenti complementari al piano e dallo stesso coinvolgimento fisico di Picco, che si muove sullo sgabello come se fosse posseduto da una forza superiore che lo trascina sulla tastiera e lo fa sobbalzare: la forza della musica. Quella stessa musica che per l'artista - che ha iniziato a studiarla all'età di soli quattro anni - è vita, anima, passione, ma soprattutto ricerca. Quasi un tormento, una brama di sperimentare,irresistibile: nel 2006 ha suonato alla Scala con Luciana Savignano e con Ascanio Celestini al festival di Ravello, ha collaborato con artisti pop italiani come Luciano Ligabue, Samuele Bersani e Giorgia, o stanieri come Michael Bublè e i Simply Red e con altrettante orchestre classiche, di Menchester, Berlino e dei Pomeriggi Musicali. Si è persino occupato di un'opera lirica per l'Arena di Verona con il Viaggio di Hans.

Anche il nuovo The East West Piano solo Concert è una sfida in solitaria di Cesare Picco, che concepisce l'Est e l'Ovest non solo come due semplici punti cardinali, ma come due distinti parametri di riferimento ricchi di carico storico ed emotivo. Sono due veri e propri orizzonti creativi rispetto ai quali Picco auspica un'integrazione.

Ma la sperimentazione più spinta dell'artista si trova in Piano Piano, un viaggio pianistico del 2009 diviso in due parti: Songs, il primo album, e Blind.Date- Concerto al buio, il secondo. Ed è proprio qui la novità assoluta di Picco: dall'ottavo al trentaquattresimo minuto della registrazione tutto ciò che viene creato è suonato rigorosamente al buio. Si tratta del primo concerto al buio della storia musicale. É proprio dall'oscurità che nasce l'illuminazione: il buio permette di ascoltare la musica con altri occhi. Lo sforzo creativo di Picco si concentra sul tentativo di rimettere al centro dell'attenzione la vera musica, e solo quella, in una società asservita alla dittatura dell'immagine e alla musica del consenso, che non vuole infastidire, che asseconda voglie e facili istinti.

Gaugin, per tornare alla metafora iniziale della pittura, diceva di chiudere gli occhi per vedere meglio.

Ottima l'organizzazione a cura di Eventi Verona.

Eleonora Borghesani, Verona

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